L'ultradecennale
tormentone di Ustica, chiaramente alimentato da una
fronda interna, il quinquennale tormentone di Monte
Lupone, (a riprova di una reciproca incomprensione tra personale ed organizzazione)
ed altre più o meno piccole tormente che si succedono nel corso degli anni (la
manifestazione dei sergenti a Piazza Venezia, l'agitazione del personale di
Pisa, lo sciopero del personale di Amendola, lo sciopero dei controllori di
volo, l'enorme contenzioso dei dipendenti A.M) stanno a significare una
incapacità dei Capi a guidare l'organizzazione, ad affrontare le problematiche,
a dominare le situazioni, a sanare rapidamente eventuali conflittualità. (clicca sulle scritte blu: Ustica, Monte
Lupone, Gen.Scarpa, ecc., cioè su tutte le scritte sulle quali la freccia del
muose diventa manina).
Capi
incapaci di abbracciare l'insieme, curano i dettagli e si nutrono di formalità,
figuranti della gerarchia, parassiti che assorbono tutto e non restituiscono
nulla sono quelli emergenti da un sistema di selezione basato non sui fatti o
sui risultati ma su un esame atomistico di pseudoqualità, che non avrebbero
permesso a Garibaldi, Balbo, Rommel e tantomeno a Napoleone di emergere: né
aitante né distinto, né di sana e robusta costituzione fisica (tanto che nei
primi anni di carriera ha passato quasi più tempo a casa che in servizio), e
così via per tutte le altre voci delle
schede caratteristiche con le quali si usa esaminare atomisticamente il
personale, perdendo di vista fatti, risultati e rendimenti.
Infatti:
l'Addetto Aeronautico a Tunisi o a Praga per quali fatti, meriti o rendimenti viene mandato a Tunisi o a
Praga? Perché ha dimostrato di conoscerne la lingua? Si è sforzato di conoscere
usi e costumi locali? Si è adoperato per una penetrazione culturale,
commerciale o industriale? E la famiglia è tale da poterlo aiutare a perseguire
gli scopi per cui viene mandato? Ed al ritorno qualcuno gli chiederà conto dei
risultati? Spesso per essere selezionati per incarichi, promozioni o comandi è
convenuto vivere in apnea per non sbagliare, lustrando le proprie penne di
pavone (la divisa su misura, le cuciture impunturate, i gradi ricamati, i
ricordini alle feste comandate...). Alla base delle nomine non appare evidente
alcun criterio (quindi provvedimenti scriteriati?), se non un criterio di discrezionalità (clicca) che spesso viene scambiato per
arbitrarietà.
D'altra
parte, quadri selezionati con questi criteri possono essere in grado di vedere
e valutare risultati e rendimenti in maniera concreta? Attraverso fatti e non
chiacchiere? Coloro che emergono da tale tipo di selezione, presumendo (clicca) di avere qualità che non hanno e che spesso non sono state
sottoposte ad alcun banco di prova,
dall'alto dell'autorità loro attribuita, ma senza alcuna preparazione
tecnica né alcun titolo di studio, dispongono, ristrutturano, organizzano,
aumentando sia il livello di inefficienza dell'organizzazione che il
malcontento del personale.
Seguono
a titolo di esempio alcuni quadri schematici che permettono di valutare i
criteri di selezione del personale, che permettono a volte a perfette nullità
di arrivare in cima. La riprova si ha nel costatare che i vertici, una volta
lasciato il servizio attivo, ritornano nel nulla da cui il caso ed il sistema
(non certo i fatti o la competizione) li aveva estratti; non rimane un
Caligaris, un Jean, un cattedratico, un trattatista, un polemologo..., niente
di niente. (Salvo qualche eccezione non positiva:
Nardini
1
e 2, Fornasiero
1 e 2, Tascio,
Tricomi, Tonini,
Arpino, Ferracuti,
Tricarico...
cliccare).Solo nei settori marginalizzati dall'A.M. possiamo avere
cattedratici, studiosi o trattatisti quali Mayer (Commissariato), D'Amelio
(Sanità), Giorgeri (Ingegneri)...
Coloro
che pensano di poter contribuire a perfezionare, ingrandire, migliorare questo
sito, allo scopo di spronare e tentare di migliorare l'organizzazione alla
quale si sentono legati, sono i benvenuti, anche se le vicende del Gen. Scarpa e le ottime analisi fatte dal Gen. Blandini e dal Col.
Mollicone, rimaste lettera morta, e l'analfabetismo del Terzo Millennio
(culturale ed informatico) non diano grandi speranze.