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Naples
Bagnoli, 7.2.1995
Caro
Gianfranco ,
ti
debbo ringraziare. Ero indeciso se fare ricorso o meno e avevo gia consumato
nel dubbio quasi tutti i 60 giorni concessimi, quando tu mi hai convinto a
provarci. Spero ora che tu, se sei nelle condizioni di farlo, possa darmi
ancora una mano.
Forse qualcuno si chiederà, dopo la mia ultima pratica, che
cosa voglia io ancora dall'Aeronautica che è stata così "provvida"
nei miei confronti. Con la presente vorrei tentare di spiegartelo, ammesso che
tu abbia voglia di saperlo, non per curiosità, ma per evitare involontariamente
di contribuire al malcontento e al disamoramento gà abbondante in A.M.. Ti
scrivo perché so che tu sei uno che tenta di seguire i precetti evengelici, ed
in particolare " che il tuo dire sia sí sí, no no" (pane al pane e
vino al vino. Agire cioè secondo i precetti ovvero, mutatis mutandis, fissare i
criteri ed agire secodo criteri
prefissati).
Il
fatto è che mi sento moralmente investito, in una certa qual parte, a
rappresentare anche tutti quelli che, o per timore di rappresaglie da parte
dell'Amministrazione, o per le prevedibili spese, non si sentono di poter ricorrere
contro quel potere che chiamano discrezionale e che è alla base di
trasferimenti, assegnazioni di incarichi e di comandi, di indennità o di
benefici e di promozioni, che il personale subisce senza poterne conoscere i
criteri (se non discrezionali) che ne sono alla base, ma che spesso rivelano
eccesso di potere, disparità di trattamento, abuso immotivato d'ufficio.
La discrezionalità, che
a volte appare vero e proprio arbitrio, sembra infatti essere alla base dei seguenti
provvedimenti, che a loro volta potrebbero apparire come fatti concatenati di
un unico disegno, che si risolve in una serie di atteggiamenti persecutori,
benché lo scopo ultimo sia quello di effettuare delle scelte arbitrarie a
vantaggio di taluni e che richiedono un'accurata opera di tamponamento verso
coloro che potrebbero forse a maggior diritto reclamare quei benefici o quei
determinati atti amministrativi che l'Amministrazione deve o ha deciso di porre
in essere. Infatti:
nella valutazione per il 1988, in cui il Col.
"X" viene collocato al 1° posto, io vengo, a mio giudizio,
indebitamente scavalcato da taluni; ma non presento ricorso amministrativo in
quanto la valutazione per quell'anno non dà luogo a promozione e quindi non ci
sarebbe stata materia del contendere; tuttavia nel corso dell'anno viene creata
artificiosamente una vacanza al grado
superiore (trasferendo al Sismi il Magg.Gen. Fiorito De Falco) ed il Col.
"X", compagno di corso di vari Generali di Squadra Membri della
Commissione d'Avanzamento, viene promosso inaspettatamente e imprevedibilmente;
come
conseguenza di tale promozione, l'anno seguente, 1989, non si crea quadro di
avanzamento; ma "scottato" dall'imprevista promozione dell'anno
prima, inoltro ricorso amministrativo a scopo cautelativo contro gli
scavalcamenti dell'anno prima, che vengono confermati; il ricorso, come
previsto, viene rigettato per mancanza d'interesse leso e quindi di materia del
contendere;
nella
valutazione per il 1990 viene promosso il 25° colonnello sui 26 colonnelli
presi in valutazione; presento ricorso che il TAR del Lazio accoglie e in data
1.4.92 viene emessa sentenza con la quale si motiva l'accoglimento del ricorso.
la
sentenza è stata così forte che sia Contendife che l'Avvocatura dello Stato
hanno espresso il proprio parere contro un eventuale appello da parte
dell'Amministrazione Difesa. L'Avvocatura ha aggiunto che, nel caso
l'Amministrazione avesse voluto appellarsi, essa non si sarebbe attivata se non
a richiesta a firma dello stesso
Ministro della Difesa.; nonostante ciò l'Amministrazione imbastisce
l'appello che non viene presentato per decorrenza dei termini;
durante
l'iter processuale avviene quella che ormai può essere considerata una prassi
dilatoria per la sistematica omissione nell'invio di tutti i documenti
richiesti dal TAR (verbale della Commissione) allo scopo di far saltare
l'udienza e prolungare per quanto possibile l'iter di definizione della Causa;
in base alla Legge di Avanzamento degli Ufficiali n.
1137/55, art.54 b) cv.4 e 5,
l'Amministrazione avrebbe dovuto dare esecuzione al giudicato del TAR
entro 6 mesi; tuttavia, avendo iniziato l'iter al 5° mese, necessariamente non
ha potuto ottemperare al dettato di legge, benché l'iter stesso non richieda
oltre due mesi per tutti gli adempimenti burocratici da parte dell'A.M. e di
registrazione da parte della Corte dei Conti; ma se ci si fosse attenuti ai
termini di legge, avrei indossato i gradi di Magg.Generale al più tardi il 1°
ottobre e quindi in tempo per essere preso in valutazione dalla Commissione che
apriva i lavori il successivo 31 ottobre, per la promozione a Ten.Generale
(Questo non significa che io pretendessi di essere promosso).
non solo vi è stata quindi la manifesta intenzione
di farmi saltare la valutazione per il 1993, promuovendomi oltre i due mesi
necessari per dare tempestiva attuazione al giudicato del TAR (cioè a giugno),
non solo dopo i sei mesi imposti dalla Legge di Avanzamento (cioè al più tardi
il 1° ottobre), ma addirittura il 17
dicembre 1992 cioè a chiusura dei lavori della Commissione in maniera da farmi
perdere anche la valutazione a Ten.Generale che avrebbero dovuto e potuto farmi
per l'anno precedente 1992: la registrazione della Corte dei Conti è infatti
avvenuta a novembre
nella valutazione per il 1994 lo scrivente deve
finalmente essere preso in valutazione, sia per l'anno 93 che per le due
precedenti valutazioni volutamente omesse; pur tuttavia, benché la Commissione
abbia concluso i propri lavori prima del Natale '93 e a gennaio '94 tutti i
valutati abbiano ricevuto una lettera ufficiale con l'esito della valutazione,
lo scrivente ha preso conoscenza di detto esito in data 23 novembre 1994, ben
oltre i termini imposti dalla Legge n.241/91 sulla Trasparenza e la Responsabilità
Amministrativa;
nella valutazione omessa per il 1992, lo scrivente è
stato posizionato al 5° posto, nuovamente scavalcato dall'Ufficiale contro il
quale aveva già vinto il ricorso per la valutazione dell'anno precedente e per
il quale la sentenza del TAR aveva evidenziato in maniera categorica essere
"stata posta in essere una vera e propria diversità di metro
valutativo"; (nelle valutazioni per il 93 e 94 lo scrivente veniva
posizionato al 2° posto);
nella valutazione appena conclusasi per il 1995 lo
scrivente viene posizionato dopo un Ufficiale, compagno di corso del Capo di
Stato Maggiore e Presidente della Commissione d'Avanzamento, Ufficiale che
purtroppo ha avuto un ictus cerebrale con lunga terapia di rieducazione della
parola e sul cui equilibrio mentale già prima della malattia i colleghi nutrivano
dubbi; lo stesso inoltre veniva valutato per un incarico ricoperto per circa un
mese e mezzo come Generale, ma già ricoperto fino a quel momento per oltre un
anno dallo scrivente in maniera da meritare il vivo apprezzamento del Capo di
Stato Maggiore della Difesa;
Oltre ai suddetti
arbitrari comportamenti dell'amministrazione nei miei confronti in sede di valutazione,
vengono adottati nello stesso periodo altri ed altrettanto arbitrari provvedimenti:
il Col. Marras viene nominato Capo Reparto
dell'Ispettorato Logistico, per cui è previsto il grado di Generale, il 4.10.92
quando era già nota la mia promozione in corso e la mia competenza (Laurea in
Matematica indirizzo Informatica e attuazione di un piano di informatizzazione
nel campo di competenza della 9^
Divisione da me dipendente); egli viene anche prescelto per la frequenza del
Centro Alti Studi della Difesa, per il quale vengono designati Colonnelli e
Generali in profilo di carriera, secondo quanto regolamentato dallo Stato
Maggiore della Difesa; lo scrivente, né come Colonnello primo del proprio Corso
d'Accademia, né in seguito come Colonnello in corso di promozione e né
successivamente come unico Generale del proprio Corso d'Accademia viene
ritenuto in profilo di carriera; ed inviato a frequentare il C.A.S.D.;
il Col. Verderame ed il Col.
Marras, compagni di Corso d'Accademia ma promossi Colonnelli qualche anno dopo
dello scrivente, vengono inviati a frequentare il CASD creando una
ingiustificata precostituzione di titoli;
io, Colonnello primo del mio
corso, non sono stato giudicato in profilo di carriera, mentre "W",
promosso anni dopo me e neppure primo del suo corso, è stato giudicato in
profilo di carriera e mandato a frequentare il CASD;
precostituzione di titoli può
anche essere considerata l'assegnazione del Comando di Centroseraereo,
previsto per Generale, anziché allo scrivente già Generale, ad un Colonnello
(Col.Tramonti), attuale Comandante;
lo scrivente stesso, dopo tre
anni di Comando S.A.R.V.A.M., che hanno riscosso plauso a livello di stampa e
di documentazione caratteristica, è stato assegnato a prestare servizio a Bagni
di Tivoli, un Ente in disastrate condizioni ambientali e funzionali, senza che
gli fosse noto il criterio seguito;
lo scrivente, dopo un anno di
ottimo servizio a Italnamso, secondo gli apprezzamenti del Capo di Stato
Maggiore della Difesa, viene scalzato per lasciare il posto ad un collega che
fino ad allora non aveva svolto alcun incarico o comando da Colonnello; quuale
sarà stato il criterio seguito?
lo scrivente, benché primo Colonnello e primo
Generale del proprio Corso d'Accademia, con esperienza nel settore Informazioni
per aver prestato servizio al Reparto Informazioni Operative dello Stato
Maggiore Aeronautica, con conoscenza delle lingue, con famiglia
"regolare" e moglie professoressa di lingue, non è stato ritenuto
idoneo, per motivi di Ruolo, ad un incarico di Addetto Aeronautico (oltre
L.20.000.000 al mese) mentre lo sono stati altri che per la non brillante
carriera sono stati designati Addetti perché ritenuti non idonei alla
promozione; lo scrivente infatti, per motivi di ruolo, non essendo pilota, non
può essere designato Addetto Aeronautico, ma lo possono Ufficialki
dell'Esercito o della Marina anche se non piloti. In ogni punto ho voluto
indicare un arbitrio dell'Amministrazione; potrei continuare, ma de hoc satis.
In definitiva, non si tratta di volere a tutti i costi una
promozione o di presumere di meritarla, ma si tratta di manifestare la propria
opposizione, anche se in maniera blanda ma costosa, ad un sistema
eccessivamente discrezionale che, per quanto possibile, non andrebbe supinamente assecondato.
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